Con l’apertura di Dock Shed prende vita il primo edificio commerciale permanente nell’ambito del Canada Water Masterplan di Londra, grande progetto di rigenerazione che trasforma l’ex area portuale londinese di Rotherhithe in un nuovo centro urbano. Qui, dove nel secolo scorso sorgeva una fitta rete di moli per il commercio del legname, l’architettura recupera la memoria produttiva del luogo reinterpretando l’estetica dei Deal Shed, gli storici magazzini in legno. Il volume a sei piani – riconoscibile per le travi Pratt in acciaio, la copertura a shed e le balaustre in doghe di acciaio ruotate – riunisce funzioni molto diverse: un ampio centro ricreativo per il Southwark Council ai livelli interrati, con piscine e aree sportive, 16.700 m2 di spazi di lavoro flessibili e un piano terra permeabile che dialoga con il paesaggio del bacino d’acqua e i percorsi pedonali esterni. Il progetto architettonico, firmato Allies and Morrison, si integra coerentemente nel più ampio piano di sviluppo, includendo lotti residenziali e commerciali e adottando scelte costruttive sostenibili in linea con le ambizioni ambientali del programma.

In questo quadro architettonico si inserisce l’intervento di interior design di Conran and Partners, incaricato di dare forma all’atrio e allo spazio caffetteria al piano terra: un ambiente alto sette metri, concepito come soglia pubblica e al tempo stesso come estensione operativa e sociale per gli utenti dell’edificio. Il punto di partenza è il riferimento diretto alla storia dei dock: l’estetica industriale viene evocata attraverso finiture grezze, bulloni a vista, superfici ossidate e tavoli lucidati a mano che conservano l’irregolarità del gesto artigianale. I materiali, scelti per la loro tattilità, definiscono un registro volutamente non rifinito, capace di comunicare calore e autenticità. Nell’atrio, lo spazio non è suddiviso rigidamente, ma articolato in sequenze: a una zona più aperta e comunitaria, collocata al centro dello spazio, si alternano aree perimetrali raccolte, con sedute che favoriscono quiete e intimità.
Tendaggi a tutta altezza bilanciano il volume e migliorano l’acustica; installazioni materiche in sisal e cotone scendono dal soffitto come trame verticali: elementi scultorei che, oltre a modulare la luce, citano implicitamente corde, nodi e intrecci della tradizione portuale. La panca in legno davanti alla reception, lavorata a mano e ispirata a un albero caduto, introduce una nota organica che contrasta con l’impronta industriale del contesto. La selezione degli arredi aggiunge colore a una palette dominata da finiture naturali, legno scuro, rattan e vegetazione. Il pavimento in calcestruzzo lucidato riafferma l’identità del luogo, mentre la scala in acciaio e le ampie aperture incorniciate dal verde completano il racconto visivo.

Pensato come spazio ibrido – ingresso, caffetteria, luogo d’incontro – l’atrio del Dock Shed introduce un linguaggio che unisce memoria industriale, artigianalità contemporanea e flessibilità d’uso. Un ambiente capace di adattarsi alle esigenze di comunità eterogenee e allo stesso tempo di restituire, con coerenza e misura, la complessità contestuale del suo paesaggio d’origine.
Luogo: Londra, Regno Unito
Developer: British Land e AustralianSuper
Completamento: 2025
Superficie lorda: 31.263 m2
Progetto architettonico: Allies and Morrison
Progetto degli interni: Conran and Partners
Appaltatore principale: MACE
Consulenti
Illuminazione: 18 Degrees
Accessibilità: David Bonnett Associates
Acustica: Sandy Brown
Progettazione elettrica, meccanica e idraulica, sostenibilità, certificazione energetica, progetto antincendio: AECOM
Facciata: FMDC
Strutture: Waterman Group
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